Michele Lessona – I Cani
Una storia naturale dell'amico dell'uomo
L’abbiamo conosciuto l’altro giorno con il libro
“Volere è potere” queste biografie singole e multiple che rappresentano il
percorso che hanno fatto personaggi del secolo XIX° per emergere. Un ottimo
trattato di questo medico e zoofilo, che oggi diremmo veterinario. Sul sito
liber liber trovo un autoritratto che lo stesso autore pubblicò sulla
"Gazzetta del Popolo della Domenica" (anno II, n. 15) poco dopo la
metà del suo secolo.
Ne riportiamo alcuni brani che ci fanno conoscere
meglio l’autore: “Io sono nato alla Venaria Reale presso Torino il 20 settembre
1823. Trentanove anni dopo, una notte, la febbre mi travagliava furiosamente e
le arterie mi martellavano il capo mentre il bastimento su cui io giacevo
saltava come un sughero sulle onde del mar Caspio in tempesta. Quella notte il
mio pensiero mi riportò alla Venaria con intensità affannosa, rividi la piazza,
i portici, le vie, il Castello, il camposanto dove posano le ossa dei miei
genitori e mi pareva di essere proprio nel mio caro paesetto a morire.
Quando morrò davvero, finché non avrò perduto la facoltà di pensare, io penserò
ancora alla Venaria, ai campi e ai prati fioriti, alle collinette boscose, alle
belle montagne, a tante persone care, a tante persone vive sempre nella mia
memoria, ma pel maggior numero scomparse dal mondo. L'inerzia e i
castelli in aria mi seguirono a Torino dove mi trovai giovinetto, incominciai
la musica, il disegno, le lingue, pensai a farmi commediante, poi militare, non
conclusi nulla e mi contentai di andare a scuola e passare da un anno
all'altro. La fortuna incominciò fin d'allora a darmi una prova grande della
sua predilezione, facendomi incontrare in un uomo degnissimo che era abate,
cioè vestiva da chierico e faceva ripetizione di latino. Sebbene io abbia
passato poco tempo con lui, non più di un paio d'anni o forse anche meno, egli
ebbe un'azione sommamente benefica su tutta quanta la mia vita”.
Un tratto della biografia che mostra quello che
nell’orientamento professionale rappresenta l’aiuto, la spinta iniziale che
ognuno di noi ha.
Successivamente scrive... “Passai cinque anni
nell'ospedale di S. Giovanni, di Torino; tre come allievo interno di chirurgia,
e quello spettacolo continuo di tanti dolori, quella vita in mezzo alla morte
fu per me una buona scuola. Ebbi là fra i miei compagni alcuni più
intimamente cari, di cui uno solo è vivo ancora, il dottore Giovanni Battista
Bottero, che mi diede prove di amicizia, quali di rado si danno nel mondo. In
quel periodo s'era sviluppato in me, siccome quello che in germe c'era già fino
dalla fanciullezza, assai vivo il desiderio dei viaggi, e anche qui la fortuna
mi fu benigna concedendomi di soddisfare larghissimamente il mio desiderio”.
Qui il riferimento dell’autore è sicuramente legato ai
suoi viaggi in Egitto dove fu medico e dove diresse al Cairo l'ospedale Khan
Kah.
Ma... “Lasciando fuori quella parte della mia vita che
vissi fuori d'Italia, e anche di Europa, in Italia dimorai a lungo in Genova e
ne ebbi gran bene. Imparai a conoscere, stimare, amare i genovesi che hanno
molti e grandi meriti e virtù preziose ignorate dal mondo, e il mio affetto per
Genova e per la Liguria è pari a quello che ho per Torino e pel Piemonte.
Quella dimora mia in Genova ebbe non poca parte a sviluppare in me una tendenza
congenita ad amare tutta l'Italia senza regionalismo. Da Torino a Venezia mi
par sempre di trovarmi in casa mia e così da Genova a Palermo. Ho conosciuto e
conosco fra i meridionali persone tanto degne, tanto stimabili, tanto grandi,
che quando taluno mi sussurra all'orecchio certe paroline esplorative,
s'accorge presto che io non son campo per la sua semenza”.
Che ne dite? Un vero italiano ante litteramen e senza
alcuna ipocrisia. Lasciamo la sua biografia e pensiamo al libro di oggi.
I cani sono oggetto di uno studio molto interessante, sono 90 pagine da
leggere. Si trovano risposte a consuetudini di religioni e società arcaiche in
rapporto ai cani, usati o idolatrati o trascurati. Oppure in Inghilterra
trovare gli scultori di carne, per identificare i fabbricatori di razze, troverete
l’origine di razze canine di oggi. Oppure a Cuba l'origine delle razze canine
aggressive. Insomma una vera cultura “canina”. Un libro che fa bene leggere per
quanti amino questo animale d’affezione per farsi una cultura zoofila su questo
amico dell'uomo.
Ecco il
libro da aprire cliccando (tanto non abbaia)



Commenti
Posta un commento